Non è un fan club, è SOLO il mio blog ufficiale.
Il vantaggio è che non devo contare il numero degli aderenti,
lo svantaggio è che io non ho scelta, devo aderire.
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martedì 29 marzo 2016

Una musica in testa

Festina lente tradotto dal latino ‘affrettati lentamente’ ha in sé un pensiero e una melodia. 
Senza indugiare troppo e senza correre. Il passo ‘giusto’, a ritmo di musica, mi suggerisce sempre l’idea della danza con i tempi della natura, del momento, dell’umore, della situazione. 
Assorbire e trasmettere armonia…

E mi piace moltissimo la riflessione di Italo Calvino sull’inattesa armonia. 
Il rebus, i contrasti e gli incastri, la sorpresa. 
Cammino, parlo, mi muovo: con una musica in testa.

martedì 1 dicembre 2015

Cammino

<Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi>(Italo Calvino)
Non ho ragione di dubitare di grandi pensatori. Anzi. Trovo a piedi infinite conferme. E mi piace, la passeggiata, il cammino, il movimento della vita nella vita. Forse quello del passo è anche il ritmo giusto, dei pensieri e del mondo.
Lento, veloce, musicale…!

Cazzo, mica è filosofia, è il gusto un po’ così…naturale.

martedì 15 settembre 2015

Caos indifferenziato

Lezioni americane, Italo Calvino
Come molteplicità potenziale.
Parole che emozionano, parole che danno euforia, parole che semplificano le sovrastrutture. 
Poi certo la realtà, lo so, è sempre più dura della lezione dei saggi. Eppure cazzo, cosa aggiungere? cosa commentare?
Una frase una dice tutto. E ci spalanca le porte, ci allarga gli orizzonti.
Che qualche volta è tutto quello che i nostri pensieri dovrebbero fare: guardare e sentire senza confini.
Ma quanti Italo Calvino vivono oggi nel mondo?

venerdì 24 ottobre 2014

Leggerezza

Ridurre ovvero sottrarre peso. Perché la leggerezza è un valore, Calvino docet.
Che oltre a semplificare e rendere conforto avvicina alla natura di ogni cosa, anche o forse soprattutto di noi stessi.

Mi piace. E’ il mio ritmo.

venerdì 27 giugno 2014

Buone cose

‘L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose’ (Italo Calvino).
Mi piace.
Come mi piace, molto, l’uso delle cose invece del loro consumo. Trovare la loro anima. Che è quella di chi le ha fatte, della loro forma, della loro funzione. Scoprire quello che si può fare, con le cose. Sentirlo, toccarlo. Avvertirne il suono. E affezionarcisi.
E’ emozionante, direi quasi entusiasmante, annusarle, capirle, rispettarle. Arrivi alla libera complicità, molto diversa, molto distante da qualsiasi schiavitù.
Già, le cose sono ottime amiche fino a quando ne cogli l’essenza e te ne servi, con una certa amorevole cura. Verrebbe da dire utilizzo moderato, utile allo scopo, indipendente dalla brama.
Che poi sono belle, le cose usate. Quelle che hanno visto storie e mani…che raccontano di convivenze, giorni, luoghi.  Usare, riciclare…immaginare da cose altre cose.

Sempre un po’ less. Less is more. E un pensiero alle cose non cose, quelle che contano più di tutte. Che comunque aveva torto o ragione Shaw?!

giovedì 27 febbraio 2014

Sofronia


'Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane’.


A me, lo sapete, più della vista sorregge un senso sostitutivo che fa un po’ poesia della realtà. 
E così a modo mio mi spingo nella dimensione delle Città invisibili di Italo Calvino. A Sofronia, quella divisa in due, una parte fissa e una provvisoria: da una parte circo, giostre e giochi e dall’altra palazzi, banche e fabbriche. Quella che si smonta, a Sofronia, è la city: il luna park resta lì sospeso ad attendere che la vita intera ricominci.
(a sx Sofronia secondo Colleen Corradi Brannigan, a dx Sofronia raffigurata da Alessandro Armando)