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mercoledì 6 aprile 2016

Di torti e ragioni

Capita, eccome se capita, che abbiano -o credano di avere- tutti ragione.
Talvolta è pura buona fede, la veemenza con la quale sosteniamo un’idea o una posizione. Ma può andare diversamente. Semplice errore o molto altro.
D’altronde è anche fin troppo diffuso il vizio del giudizio e della critica facile con la quale si vedono e si additano solo i torti altrui, diciamolo.
Alle volte la confusione è tale che la ragione rischia di ammettere un torto che non ha pur di stare in compagnia…Speriamo di no, cazzo.
Peraltro qualche volta, sforzandoci di andare oltre il nostro punto di vista, potremmo scoprire belle cose dall’altra parte. Chissà.

5 commenti:

  1. Antoniettagallarate6 aprile 2016 15:12

    Buon pomeriggio 😊

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  2. nedy rovarotto6 aprile 2016 15:45

    Leggo prina solo Brecht, può voler dire tante cose: 1) L'importante è stare seduti, comodi, e chi se ne frega se non la pensiamo come i vicini di poltrona...2) Mi spaparazzo qui e ascolto meglio le stronzate che sparano . 3) Adotto il sistema di non so più chi che disse:" Se non puoi sconfiggerli, alleati!" e cambio idea... tanto non sono poi così convinto.. .
    Poi leggo te che sai spaziare meglio in una interpretazione meno framnentaria della mia , più lineare, più comprensiva di generosa umanità e mi trovo d'accordo, la ragione o il torto non hanno quasi mai confini così netti, ci sono sfumature che si mescolano un po' qui e un po' là... e allora penso ancora a Monet e al suo colore, e penso che le idee sono come i colori, non fermiamoci a convinzioni rigide e ottuse, cioè ai colori primari, proviamo a mescolare e otterremo i colori secondari, ossia altre idee, altri pensieri, altre logiche... e poi ancora con altre mescolanze... con altri punti di vista, altre connessioni, altre sfumature...

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    1. Il confine spesso non è netto infatti ma, per partito preso, vediamo solo il torto o la ragione.
      Diciamo che c'è anche l'arroganza del pensiero unico...
      Il concetto di Brecht poi si lega perfettamente con le parti storiche, gli schieramenti, la forza di un gruppo che addita l'altro costringendolo o relegandolo al ruolo di 'parte sbagliata'.

      Le idee invece in molti casi e modi dovrebbero essere come colori, si.

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  3. Alle volte la confusione è tale che la ragione rischia di ammettere un torto che non ha pur di stare in compagnia…..ecco in questo periodo sto aiutando mia figlia 11enne a non "farsi prendere dalla Con fusione"...lei è una sognatrice caparbia ma che non ama le situazioni conflittuali, i coetanei più aggressivi e ambiziosi e di sicuro dare loro ragione richiede meno sforzo emotivo ma alla lunga rischi di vestire panni non tuoi....Che poi x i ragazzi come x noi adulti credo sia solo questione di autostima....più si crede in se stessi più è facile difendere le proprie ragioni o acquisire quelle di un altro non credi?

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    1. Credo entrino in gioco molti fattori...l'autostima ma anche i rapporti di forza, le paure, le influenze. E pure il bisogno di armonia. Alla sua età l'aderenza al gruppo, forse.

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