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lunedì 25 gennaio 2016

Siate infiniti!

Io amo la musica, credo nel ritmo, vedo, respiro e aspiro nella e alla musicalità…Che è un po’ naturalezza un po’ senso della melodia.

E mi piace. Mi piace pensare, sentire, muovermi in musica. Nei suoni e tra i suoni della vita, ecco. Che poi così sembro un filosofo sdolcinato e non lo sono ma mi affido al vostro intuito e pure alla vostra verve: siate infiniti!

4 commenti:

  1. Verissimooo l'infinito lo creiamo con le nostre mani.. basta saper mantenere l'armonia giusta... musica.. maestro Rocco! ;-)

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  2. nedy rovarotto25 gennaio 2016 20:18

    Di tutte le arti nessuna ha quel potere di coinvolgimento collettivo che ha la musica. Qual è quella storia d'amore che non ha una canzone? Non un quadro o una poesia ma una canzone, una musica, una melodia. Nessuna immagine ha quel potere evocativo che ha la musica, quando la ascolti riesce a riportarti emozioni e ricordi come se il tempo non fosse passato affatto. La musica ti colloca in un certo periodo storico, ti colloca in un certo periodo della tua vita, è un po' come un segnalibro che divide le varie tappe della vita. Ma ho una domanda... perché quando sento suonare una banda mi commuovo? Sempre, da sempre... sticazzi!!! Non trovo una spiegazione, un motivo... niente di niente...

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  3. Buongiorno Rocco,

    la mia è solo un pour parler fantasticando sulla parola: infinito...

    In-finito, cioè nel finito. Con la parola “infinito” il pensiero riesce così a definire ciò che non ha fine, senza limiti, dando una dimensione non finita al pensiero che lo rende finito. Cerco di spiegarmi o almeno, ci provo…

    Una cosa che è finita o definita dal pensiero è qualcosa che ha tutte le caratteristiche per essere definita tale.
    L’infinito in un certo senso assume un concetto di finito anche se non ha limite, così definendolo, gli diamo un limite finito a se stesso. Il mare non è infinito, eppure poeticamente, molte volte, viene indicato come tale in quanto immenso per cui la parola: infinito ha un significato d’immenso, sarebbe inutile quantificarlo, dà solo l’idea d’immenso o smisurato, ma che aiuta a rendere l’idea dell’infinito ad essere finita e così limita l’infinito a rimanere definito nella parola stessa.
    Una piccola parola di otto lettere limita in essa la quantità senza fine. E allora direi proprio che l’infinito risiede nel suono delle parole composte da solo 26 lettere comprese le vocali, così come per la musica, bastano 7 note per imbastire ritmi e melodie a perdita d’udito, che meraviglia la natura con i suoi suoni, e l’estro delle menti che con un esiguo numero di lettere, e in questo caso, note, creano “l’infinito”nel limite.

    Non farci caso Rocco, a volte mi faccio prendere dalla follia del ragionamento e mi piace condividere, questi pensieri che pullulano nella mia mente, se non altro per farli uscire un po' perché non soffochino. Ciao!

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