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lunedì 20 aprile 2015

700: Almeno il silenzio del rispetto



La retorica mi disgusta. Peggio ancora davanti alla tragedia.
Non ho in tasca verità assolute, risposte perfette e soluzioni giuste per tutti.
Il fatto è che credo pure di non essere l’unico.
Certo è impossibile tacere e basta, davanti a problemi, drammi, dolore. Però il silenzio del rispetto è sempre meglio di qualsiasi parola avventata, pelosa o agghiacciante.

Chi cazzo ha stabilito che esista un diritto universale alla presunzione? E non vado a scomodare altri umani sentimenti o a scagliarmi contro certa ferocia…che basta, davvero, non credersi sempre oltre, sopra, avanti, migliori.

10 commenti:

  1. Per me le parole hanno un peso, il peso del sentimento che portano con sé. Se dico a qualcuno:" Ti voglio bene" penso che quelle parole siano cariche del sentimento che provo. Perché dico questo? Perché la retorica per me è fatta da parole senza peso. Il silenzio invece può essere molto "pesante".
    Isabella

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    1. Eh Isabella per questo le parole andrebbero pensate...e pesate 😉

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  2. A chi chiede: «Non era meglio rimanere a casa piuttosto che morire in mare?», rispondo: «Non siamo stupidi, né pazzi. Siamo disperati e perseguitati. Restare vuol dire morte certa, partire vuol dire morte probabile. Tu che sceglieresti? O meglio cosa sceglieresti per i tuoi figli?».
    A chi domanda: «Cosa speravate di trovare in Europa? Non c’è lavoro per noi figurarsi per gli altri», rispondo: «Cerchiamo salvezza, futuro, cerchiamo di sopravvivere. Non abbiamo colpe se siamo nati dalla parte sbagliata e soprattutto voi non avete alcun merito di essere nati dalla parte giusta».
    Awas Ahmed, rifugiato somalo in Italia

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  3. Condiviso in questo caso il silenzio è la più grande forma di rispetto.

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  4. io non riesco a non accostare il dramma di questa tragedia alla vigliaccheria di cui siamo stati protagonisti in parlamento. Strumentalizzare è abominevole. Lì è necessario il silezio.
    Per tutti gli altri, forse, la sensibilità ha fatto spazio alla rabbia ... ma ogni persona vera, sensibile, 700 lacrime le ha lasciate cadere. Non potendo fare altro.
    Non sarebbe dovuto accadere, ma è accaduto, ed io mi sento un verme perchè sono più incazzato che affranto.
    Hai ragione tu, in tanti ci siamo arrogati il "diritto universale alla presunzione". Taluni in buona fede, altri invece ...

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    1. Eh Mauro sarebbe il caso di scrollarsela di dosso, la presunzione...

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  5. Solo dolore e rabbia per parole pronunciate da chi pensa di essere "superiore"...abbiamo dimenticato di appartenere tutti al genere "umano ,"abbiamo dimenticato la carita'......ciao Rocco una triste Teresa

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  6. Si la retorica mi da fastidio ma le parole di chi gioisce per la morte di queste migliaia di persone mi da il voltastomaco. Dico migliaia perché cifre ufficiali non ce ne sono ma si parla di 25000 morti dal 1988 ad oggi sui barconi. Di fronte a cifre del genere appare chiaro che la soluzione pur complicata e difficile non interessa a nessun paese occidentale, trovarla.

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  7. Rossana Coletti22 aprile 2015 00:16

    Non ce la faccio proprio io a restare in silenzio. E' il mio difetto. Sento sempre il bisogno di dire qualcosa. Non credo di dire sempre la cosa giusta, ovviamente, ma mi piace l'idea di partecipare con le parole ad un evento, una situazione. Se non altro ci provo. Ma forse hai ragione tu. Stiamo zitti! Ma soprattutto evitiamo di far finta di dispiacerci con parole di circostanza. Dunque, tacciamo!

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