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mercoledì 17 dicembre 2014

La fantasia mi consola...

…ancora. Che tra cose buffe, semiserie e romantiche, pensieri filosofici e storielle di realtà, la fantasia coglie guizzi di vita o li colora.
Già, che la vita spesso non ha scopo, si svolge ovunque arbitrariamente di nascosto. Ma sul palcoscenico, si fissa, viva e presente, tra musica e parole.

In viaggio. Come si può.  

8 commenti:

  1. Vera Calabretta19 dicembre 2014 16:52

    Con una fantasia che vuole essere vita e una vita che vive di fantasia....
    L' arte è salvezza...traduce in bellezza il talento, porta benedizioni, scioglie, genera piú risposte, piú significati...rende il viaggio possibile, ad ogni modo...
    Un volto che crea, forse avrá compreso meglio se stesso o il mondo, ma non sarà mai interamente consapevole dei volti che genera l' arte e per questo sarà sempre intriso di inesauribile fascino.
    E poi si...La piú grande arte è sempre la più misteriosa: quella del vivere come si puó.


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    1. Infatti Vera, per questo dico che la vita ha bisogno del teatro e il teatro della vita ;)

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  2. Vera Calabretta19 dicembre 2014 22:45

    E già! Una perfetta sintesi :)

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  3. C'è reciprocità, come in tutti i rapporti umani. Non può esistere artista senza un pubblico che gode della performance ... anche se a volte si può ballare da soli :)
    Sicuramente essere artisti (anche solo nell'animo) aiuta a vivere meglio, perchè ti proietta nel mondo fantastico, che comunque affonda le proprie radici nel reale di ognuno di noi.
    E questo "teatro" può anche cambiare un finale dato per scontato.
    Che la vita, per fortuna, a volte è sorpresa, la stessa che ci regala una esibizione che rapisce il nostro animo e ci porta in luoghi misteriosi.
    Ricordo ancora il primo spettacolo visto al teatro, tantissimi anni fa. Un giovane Luca de Filippo che interpretava una commedia di suo padre.
    Mi affascinavano non solo le parole, ma anche le pause, le occhiate, le espressioni facciali. Dura farmi stare in silenzio, ma non spiccicai parola, per cogliere proprio tutto quello che succedeva

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    1. sicuramente c'è reciprocità. E comunque l'arte è parte della nostra, necessaria, spiritualità. Di persone, intendo. Artisti o pubblico.

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  4. Sai Rocco, ho letto e riletto a lungo questo tuo post, e sono stata molto in dubbio sul rispondere o meno.
    Quello che tu specifichi nella risposta lo avevo colto, è quello che salta subito agli occhi.
    Però poi ho preferito tenermi sulla superficie ... perchè ho letto una certa malinconia. Un qualcosa che va al di la di quello che hai scritto, come un messaggio nel messaggio. Un velo di tristezza, che ho collegato alla tua vita personale. E' come se quel messaggio tu lo avessi scritto per te stesso, come per cercare la forza nel grande dono che la vita ti ha fatto, facendo di te un artista in grado di vivere della sua arte.
    Sei una persona gentile, per quello che posso leggere e vedere. E sono molto contenta di essere su questo blog, a scambiare idee (a volte balzane) con te.
    Per finire, il nostro stesso essere spirituali è arte, ma di quella buona :)

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    1. C'è qualcosa di vero, Ilde.
      La fantasia mi consola è il titolo di un mio spettacolo di qualche anno fa. E in effetti devo dirti che penso, eccome, al 'dono'. Qualche volta addirittura con un certo disagio perché capisco di essere un po' privilegiato. A certa sensibilità occorre il conforto della fantasia ;) Della gentilezza poi sono un fan. Non quella delle parole. Quella della vita, è un modo di intenderla e prenderla...
      Sentirai Piaceri di Brecht durante l'Impresa a teatro!

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  5. Sentirò Piaceri di Brecht durante l'impresa a teatro!
    Sentirò la tua vita?

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