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domenica 28 settembre 2014

Bell'Italia

Se il fascino dei luoghi e dei profumi è stato, è e sarà calamita dovremmo bearci, del privilegio e dell’opportunità. 
Che da un Paese colmo di bellezza e cultura non si può che essere, infinitamente, attratti. Forse dovremmo esserlo anche noi, di più, molto di più. Tutti.

7 commenti:

  1. Ciao Rocco. Un estratto dal bel sito di Gian Antonio Stella "Siamo tutti emigranti" per non scordare che non sono sempre state (né lo sono ora) rose e fiori... d'arancio. Buona domenica.
    "Dickens, assediato dai questuanti:
    Charles Dickens, con i suoi reportage sul "Daily Mirror" del 1844 poi raccolti in "Visioni d'Italia", diede un contributo centrale alla diffusione degli stereotipi sugli italiani. Visti troppo spesso come ladroni, prostitute, questuanti, tagliagole. Basti ricordare la descrizione di Pisa: "Con la sua torre, e la settima meraviglia del mondo", ma "puo pretendere di essere almeno la seconda o la terza per i mendicanti che vi si incontrano. Questi appostano lo sfortunato visitatore a ogni svolta, lo scortano a tutti gli usci dietro i quali si dilegua e giacciono in attesa di lui, con grande stuolo di rincalzo, a ogni porta per dove sanno che dovra uscire. Il cigolio dei cardini e segnale a un grido generale; e il momento in cui egli appare, vien circondato e assalito da mucchi di stracci e di corpi deformi."
    Marco Amadori

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  2. L'Italia è un Paese dove la cultura e la bellezza non sono più esigenze prioritarie. Perlomeno non per i più. Altrimenti tanta cultura e tanta bellezza non potrebbero che generare ricchezza e benessere, sia spirituale che materiale.
    C'è chi non vede perchè preso a far carriera, a far soldi. E, all'esatto opposto, c'è chi non vede perchè preoccupato e occupato a mettere insieme il pranzo con la cena.
    Che poi bellezza e cultura sono propedeutiche una all'altra. Senza una certa cultura non riesci ad apprezzare una certa bellezza.
    Anche se esiste quell'istinto quasi animale che comunque ti porta inesorabilmente verso certi luoghi.
    Tuttavia, secondo me, un Paese non è solo natura e arte, ma anche persone, accoglienza, attenzione, accudimento.
    In questo momento amo il mio Paese come si ama un figlio ammalato: con dolore, a volte annichilita, ma sempre comunque con speranza.
    Per quanto mi riguarda sto lavorando per andare via dalla città. Pur abitando in cima ad uno dei colli che circondano Genova, con le finestre che affacciano su un bosco, non mi basta più. Ho bisogno di natura intorno a me. Tanta.

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  3. ...Ilde ti cito: 'In questo momento amo il mio Paese come si ama un figlio ammalato: con dolore, a volte annichilita, ma sempre comunque con speranza.'
    È una sensazione diffusa (insieme a quella di chi lo guarda con rabbia e disperazione), purtroppo molto ci sarebbe da fare per ritrovarlo e ritrovarci insomma per farlo guarire. Bellezza e cultura sarebbero punti di partenza perfetti.

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    1. Caro Rocco, sono assolutamente d'accordo con te. Non solo punti di partenza perfetti ma, per quanto mi riguarda, gli unici di cui disponiamo in ogni angolo d'Italia. Ma non è facile. La nostra burocrazia così barocca non ci consente di approfittare in semplicità di tutto questo. Pensa ai fondi europei che perderemo perchè non siamo in grado di organizzare un recupero di Pompei. Per quello dicevo che occorre prima avere una cultura di base che renda indispensabile, quasi come respirare, nutrirci di arte, di bellezza ed esportarla e importare gente per ammirarla. Quanti teatri abbiamo visto chiudere nei nostri 56 anni di vita? quanti cinema sono diventati supermercati, mercatoni? E noi abbiamo avuto la fortuna di vedere i cinema e i teatri che aprivano. I nostri figli li hanno trovati già chiusi.
      Questo ovviamente non mi ha impedito di indirizzarli, di accompagnarli verso l'attenzione alla cultura e alla bellezza.
      E infatti a volte mi chiedo se non ho sbagliato. Se forse non sarebbe stato meglio indirizzarli a quella concretezza che vedevo crescere intorno a me e a cui comunque ero estranea.
      Avevo gli strumenti per fare di loro dei carrieristi, ne ho fatto dei sognatori. Io li amo profondamente e sono contenta di quello che sono. Ma a volte li vedo come colombe in un mondo di lupi. Torno alla terra, come Rossella in Via col vento. Il mio respiro lucano torna a farsi sentire forte, importante. E i miei ragazzi mi stanno accompagnando in questa scelta :)

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    2. Si Ilde, hai perfettamente ragione. La cultura! E...la 'capacita' politica' di scelte coraggiose, profonde. Certo anche noi contribuiamo, tutti i giorni, alla bellezza e alla cultura. Tu l'hai fatto con i tuoi figli, fortunatamente...non pentirti.

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  4. Finché ameremo il nostro paese come una cosa unica, un tutt'uno indistinto capace di irradiare un'indistinta bellezza, faremo - temo - il gioco di chi vuole rovinarlo.
    saluti, d.

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    1. No, nessuna cosa unica e indistinta, Daniele!

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