Non è un fan club, è SOLO il mio blog ufficiale.
Il vantaggio è che non devo contare il numero degli aderenti,
lo svantaggio è che io non ho scelta, devo aderire.

sabato 12 luglio 2014

Il nome del figlio

Sul set del nuovo film di Francesca Archibugi.
Io faccio il califfo in versione jazz, insomma un ruolo proprio nelle mie note, e gli altri ... tutti da scoprire, piacevolmente.
Ancora non so a quando darvi appuntamento al cinema ma, prometto, vi aggiornerò appena possibile sulla data d'uscita.


Nel frattempo ecco due foto di scena, ottime per dare un’idea dell’atmosfera. 

venerdì 11 luglio 2014

Thank you

Usiamo l’appunto, l’agenda, il post it, il nodo al fazzoletto, l’allarme sul cellulare. Di tutto di più, per ricordare. In realtà memorizziamo nell’attimo stesso in cui compiamo l’azione di prudenza.
Una volta annotato è fatta, il post it assolve la sua funzione già quando lo scriviamo, non abbiamo bisogno poi di vederlo e sbatterci il naso per non perdere l’appuntamento o fare la cosa in programma. E’ un meccanismo mentale, fissiamo la nota con la puntina direttamente nel cervello forse.
D’altra parte, diciamolo, lo sbattimento del post it serve per gli impegni non proprio istintivi, passionali e graditi…

Un ringraziamento a voi tutti amici non lo dimentico, mai. Niente può farmelo sfuggire. Se ve lo dedico qui su un post (it) è solo perché mi piace.

giovedì 10 luglio 2014

Blog on

Sono tornato, cioè è tornato lui, il blog. Home sweet home. Non è che sia caduto mani e piedi della rete, non penso affatto debba e possa sostituire i contatti personali e la vita ‘reale’…ma questa ormai è una casa, qui incontro tutti voi amici e lettori, accomodati (o stravaccati) sul divano. Davanti a un caffè o, se preferite, a un bicchiere di vino.
Il disguido tecnico che mi ha tenuto lontano per qualche giorno vi avrà sicuramente sollevato il morale. Lo so, pensavate di esservi liberati dal fardello dei post pensanti, dei video gaudenti, della musica suadente. E pure dei ritmi poetici, tra note e parole. Invece rieccomi.

Era solo una pausa, giusto il tempo di lasciarvi rilassare e rasserenare. Ora armatevi dunque di gentilezza e brindate con me al blog on, suvvia.

venerdì 4 luglio 2014

Giorgio Faletti - Signor tenente

Giorgio, sono contento che tu, pur andandotene a soli 63 anni, sia riuscito a dire, scrivere, cantare e fare tanto. Ecco, resterà tutto.

Ciao Giorgio, la cantiamo con te, minchia Signor Tenente.

mercoledì 2 luglio 2014

Italians do it better

L’eccellenza è l’unico punto di partenza credibile (oltre che condivisibile), non ho dubbi.

Buona vita Roy. Buona vita made in Italy o in Italì.

martedì 1 luglio 2014

Cadere dal filo o camminare sul filo?

In Una piccola impresa meridionale Magnolia spiega benissimo perché Jennifer al circo avesse molto più successo come ‘l’uomo che cade dal filo’ piuttosto che come ‘l’uomo che cammina sul filo’…:
A camminare sul filo riescono poche persone quindi scatta più ammirazione che simpatia. Cadere, invece, tutti cadono prima o poi, è più democratico.
Che poi è logico. Che ci piaccia poterci immedesimare, non sentirci impossibilitati a raggiungere qualcosa, vedere che l’errore umano è ovunque. Esercitare la comprensione. Quasi un’affettuosa solidarietà.
Che bello, essere c o m p r e n s i v i (da leggere con lento ritmo teatrale). Fa dignitosamente il paio con il più illustre essere gentili.
E poi, diciamolo, se uno cade pure gli invidiosi stanno calmi e tranquilli. E questo non è poco.

Comunque si, cadere è più democratico e insomma è normale che l’uomo che cade attira più simpatia dell’equilibrista impeccabile. Lo conferma il fatto che spesso, lo sapete bene, davanti a una caduta scappa pure, bonariamente, da ridere. Però quello che non si può c o m p r e n d e r e è la domanda. Si, quella domanda. Proprio quella cui state pensando. La terribile domanda: Sei caduto? Che cazzo deve rispondere quello franato malamente a terra?