Con
tutto il rispetto, dei complessi e dell’orchestra, perché ogni capa ha i suoi e
non c’è da farsene beffe,…la malinconica e acuta ironia di Troisi sfonda il
tempo e ci accompagna. Che talvolta davvero siamo imprigionati nei
contorsionismi della nostra testa e di chissà quale costrizione ‘culturale’ invece
potremmo imparare che gli schemi sono fatti per essere almeno un po’ violati. Magari
con grazia ma violati.
Certe
cazzo di barriere mentali fanno male, a tutto e a tutti.
