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sabato 26 marzo 2016

Coltivare... la felicità

Coltivare significa curare, dedicare passione, tempo, idee e energie. 
Immagino sia questa la riflessione di Littleword.

Nonostante i motivi di infelicità resta naturale la ricerca della felicità. 
Quella possibile. 
Che forse è fatta solo di attimi, certo, ma anche di atteggiamenti...provare a essere felici non è forse l'unico umano e comprensibile accanimento terapeutico? 

6 commenti:

  1. nedy rovarotto26 marzo 2016 20:30

    Ho fatto un breve excursus di tutto quello che mi è venuto in mente della mia vita, indietro, indietro, indietro... ho trovato come sentimenti positivi: allegria, divertimento, serenità, appagamento, soddisfazione, gioia, meraviglia, stupore... felicità no... Forse sono io che sbaglio nel dare il significato a questa parola, per me felicità è uno stato puro di benessere e di gioia prolungato per un certo periodo di tempo. La felicità dovrebbe essere anche, sempre per me, uno stato di grazia in cui tutto non solo va bene, ma va a gonfie vele su tutti i fronti... Ho concluso dunque che io non riesco a essere felice, mi accontento di piccoli momenti... frammenti che vanno a infoltire il mosaico dei ricordi belli e colorati.

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    1. Chissà che ...accontentarsi...non sia il modo migliore per essere felici!

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  2. Accettare le piccole cose belle, cogliere i gesti magici, chiedere scusa, dire grazie, darsi la mano, porgere un saluto. Sono piccole cose, Rocco, ma intense, che ci fanno stare meglio con noi stessi, con gli altri e piano piano, ci rendono felici. E poi, Rocco, non pensare troppo, cazzo. .. pensare troppo, serbare rancore, sono cose che ci stressano e ci allontanano dalla felicità. Accanirsi, non è un verbo che mi piace. La felicità viene insieme alla semplicità verso di noi e , secondo me, bisogna solo sapere coglierla, senza forzarla, su di un palmo di una mano, come una bolla di sapone. Baci, buona Pasqua!

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    1. Senza forzarla, su di un palmo di una mano, come una bolla di sapone... Che poesia, Daniela!

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    2. Ti ringrazio, trooooooppo buono, ma è una riflessione che mi è venuta dopo aver avuto un piacevole ricordo; quando avevo 16 anni, andai insieme ad una mia amica al concerto di Pacifico (non so se conosci), e, mentre lui cantava , tirò fuori uno spara bolle di sapone. Ciò mi ha accarezzato la mente. Un pensiero di unione ,magico, tra musica e bolle di sapone. La leggerezza, la felicità, sta in questi semplici "accordi". Saluti!

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  3. La felicità delle piccole cose, se non erro il titolo di un libro. Questa cerco di assaporare e mi trovo in piena sintonia con Daniela. E se sono piccole cose inaspettate, meglio. Un sorriso appunto, un saluto, una telefonata oppure, e qua ti invito ad alzare il naso all'insù, pochi minuti fa, un suono atteso da giorni, nel cielo azzurro, le prime rondini.
    Una buona giornata, sì.
    Grazia

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