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mercoledì 22 gennaio 2014

Prendersi con lentezza

La lentezza ci consente di prendere un po’ di distanza da tutto. Pure, o forse soprattutto, da noi stessi. Ridimensiona quello che altrimenti rischieremmo di sopravvalutare e lascia in evidenza quello che è da considerare davvero.
Andare piano è anche il modo migliore per godersi il panorama e la vita. E, a pensarci bene, per evitare le insidie dell’autovelox.

Non correte, amici…! 
Io e Marilyn, film di Leonardo Pieraccioni. 

4 commenti:

  1. francesca santillo22 gennaio 2014 12:34

    stupendoooooooo........

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  2. La cosa sorprendente è che ad andare piano non si rimane indietro,il tempo non lo misuriamo secondo una linea retta, ma soprattutto ciclicamente, così succede che procedendo lentamente lungo l'immaginario cerchio delle settimane, dei mesi , delle stagioni talvolta ci troviamo per primi al punto di partenza!Senza dimenticare che anche un orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno.....

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  3. sei un grande.mi piace la tua spontanietà secondo me sotto sotto sei mezzo napoletano ciao un abbraccio.

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  4. io sono nata con una smania in corpo, volevo fare tutto, scoprire il più cose possibili, avevo fretta nel perfezionarmi nello sport, anche nello studio raggiungendo la prima laurea in lettere, poi la seconda in comunicazione... ma strada facendo ho capito che non serve andare troppo in fretta, perchè per paura di perdersi qualcosa, si perde la capacità di godersi ogni momento, anche il più triviale. Non mi pento di aver effettuato in mio percorso così ma oggi ho cambiato sguardo sulle cose, come te mi piace "camminare e non passeggiare che è diverso", trovare il giusto ritmo per andare verso una meta, un abbraccio ed anche un dolore. Forse è quest'ultimo che più mi ha insegnato a prendere il giusto tempo, a godermi l'istante invece di pensare con ansia a quello successivo. La lentezza me la sta insegnando anche il teatro, quel palcoscenico in cui puoi andare lasciando aggrovigliati nella tasche della tua giacca paure, un paio di rimorsi e le preoccupazioni. Lì il tempo è diverso, segue il ritmo che tu decidi di dargli. Tu questo tempo in scena lo sfrutti a meraviglia, fra musica e parole.
    la mia voglia di scrivere la prendo con lentezza, perchè le parole si abbinano meglio se gli si da il tempo di orientarsi, di farsi strada. Con lentezza mi godo la lettura di queste tue perle prosaiche che spargi per il blog, e a questo punto anche tu, con lentezza, misura le dimensioni della mia stima, e non ridere di lei ti prego! ;)

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