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martedì 7 luglio 2015

Eccezionalmente normale

E sti(gran)cazzi. Che se vogliamo c’è dentro tutto. La normalità che per fortuna è il concetto più relativo del mondo. La voglia di essere se stessi. Il trionfo di una unicità serena. La diversità che è valore. La fatica di resistere alle aspettative straordinarie. Il rifiuto di chi ti vuole omologare. La malinconia e la tristezza dei pensieri profondi. La vita che ti tira sempre per un braccio di qua e di là. La voglia di cantare che gli schemi si possono pure rompere. Il ricordo di Lucio Dalla. E tutto quanto il resto. Con tutta la meraviglia di ritrovarcisi dentro, sconfortati o grintosi. 

13 commenti:

  1. Si, belle parole. Mi è venuto in mente però un discorso fatto con un amico che per lavoro ha a che fare con artisti. Non per fare polemica o attaccarti personalmente, anche perché le cose che fai lavorativamente parlando sono coerenti con quello che dici e conosco il coraggio necessario per intraprendere certe strade. Ma insomma :) molti dei tuoi colleghi, una larga fetta, mostrano una certa attitudine a pestare pestare gli interessi degli altri con una disinvoltura che mi ricorda quella degli animali della giungla. Sarà anche segno di vita e determinazione, ma purtroppo questa disinvoltura mi sembra il più delle volte nversamente proporzionale all effettivo talento... Detto questo ti saluto Rocco! :) Federica

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  2. Normalità come qualcosa che possa starci sempre bene addosso, che ci faccia sentire liberi di comportarci, di essere, appunto, come ci pare! Più passa il tempo, e più consideri tutto questo una grande conquista.. Conquistare se stessi senza fregarsene di quello che possano pensare i diversi da te che non accettano la diversità altrui. Più ci penso, più penso che, forse, se permettete tu ed il grande Lucio, la normalità non esiste. Esiste il nostro modo di essere diversi. Pensavo al grande Vasco, che qualche giorno fa è stato a Napoli, beh, lui, quanto è trasgressivo e normale allo stesso tempo!!!!. Unico! Ed è per questo che riesce a riempire sempre gli stadi. Amiamo ciò che è diverso, o meglio, chi è normale a suo modo! p.s. possibile?! Dobbiamo sapere l'evolversi delle riprese del tuo terzo capolavoro solo attraverso il tuo collega Gassmann? Aggiornaci anche tu, anche attraverso i tuoi collaboratori! Sono curiosa! ;-) Onda su onda ti mando un abbraccio!

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    1. Oh, conquistare se stessi!!!

      Uruguay, Daniela...a prestissimo qualche anticipazione ;)

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  3. Vorrei porti una domanda Rocco.
    Che cos'è la normalità e cosa non è normale, con quale parametro misuriamo la normalità ?

    Se per normale s’intende chi ragiona secondo il parametro di un numero maggiore di persone che si attengono ad una legge naturale o istituita da una maggioranza, vuol dire, sempre secondo i canoni della maggioranza, che si è normali; ma siamo sicuri che una maggioranza di persone che segue una legge, una tendenza, una moda, abbiano fatto la scelta giusta, e per conseguenza siano normali?
    Su cosa ci basiamo perché una scelta maggioritaria, per conseguenza normale, sia quella giusta?
    Ebbene penso che ci si basi principalmente sul numero.

    Basta guardare il campo della moda in generale, della canzone, del cinema, della cucina, della politica… tutto si basa sui numeri, cioè la scelta che avviene secondo il proprio parametro, conforme al modello che ci è stato insegnato di seguire o suggerito o ancora scelto da noi perché ritenuto più consono al nostro stile di vita.

    Tutto ciò contribuisce a farci sentire normali in rapporto ad una minoranza che ha deciso di agire differentemente, per conseguenza non rientrando nei canoni “della normalità” si è definiti: persone strane, anomale, non alla moda, “DIVERSI”.
    La diversità ha sempre fatto paura all'uomo, trovarsi con persone di etnie differenti, quindi di mentalità differente, ha dato spunto alla maggioranza di istituire una società che salvaguardi “i normali” dai “diversi”, instaurando un clima perenne di differenza tra i normali e diversi, e tra i quali, ci sono, appunto, coloro che vengono definiti: “Matti”, che a loro volta vengono distinti in, matti per la loro “malattia mentale” o per la loro “genialità” o ancora per il loro “coraggio”.
    CONTINUA...

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  4. Se si analizza il matto per “malattia” sovente ci si scontra con il fatto che questi “diversi” sono persone molto sensibili, che, forse, hanno avuto una esistenza inizialmente “normale” e poi per una determinata causa scatenante, che può essere l’incomprensione, il non accettare la normalità, poiché troppo banale per una intelligenza e sensibilità superiore alla norma, si sono chiusi nel loro mondo. Non voglio entrare nelle varie categorie di malattie mentali perché sarebbe troppo lungo e inoltre non sono specialista in materia, ma solo un’osservatrice.

    Per i matti detti “geni” invece vengono, sempre secondo il canone dei normali, indicate come persone fuori dalla norma, da cui prendere esempio, d'ammirare, insomma un modello troppo irraggiungibile per la maggioranza delle persone "normali", anche perché se così non fosse saremmo tutti dei geni?

    Poi ci sono i matti per coraggio. È definito tale chi fa della propria vita una sfida. Allora sono matti: chi osa prendere un rischio per realizzarsi nella vita investendo sulle sue capacità intellettuali, finanziarie, lavorative è definito un matto ambizioso, chi pratica uno sport pericoloso, chi osa là dove gli altri non osano, è un matto scapestrato, chi magnanimo mette a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri è un eroe, che spesso è definito un fesso, “appunto” la definizione di fesso nasce da fessura lesione, mentalmente fesso, ma non solo poiché l’eroe è anche fesso di cuore che vuol dire, avere un cuore buono. I buoni è un’altra categoria che sovente viene catalogata nei matti, chi è semplice e buono è, sempre secondo i normali, un matto.
    Ho sempre pensato che tra i normali e i differenti in fondo ci sia solo incomprensione e che non esistono incompatibilità, ma solo perché, ci sono persone che non hanno mai oltrepassato la linea che li divide per andare a vedere dall'altro lato com'è il panorama. Se ognuno cercasse di mettersi al posto dell’altro, avrebbe l’opportunità di arricchire la sua vista, profittando al massimo di poter elargire le proprie vedute.

    In tutto questo, dove si situerebbero i normali, tra i matti o gli pseudo normali?
    Io con i matti. La normalità mi sta stretta, anche se dal mio punto di vista diventa comunque normalità, infatti, essa sta proprio nell'essere come siamo e non per come vorrebbero che fossimo. Lucio Dalla, Rocco Papaleo per me sono dei geni.
    "Un pizzico di follia è l'ingrediente base, per fare di una persona speciale, un genio".

    Ciao!

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    1. Anna hai scritto tutto tutto tutto!!!

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  5. Ciao Rocco!! :)
    Intanto voglio ribadire il fatto che mi leggi nel pensiero !! Possibile??
    La normalità come accettazione di se stessi, con tutto quello che ne consegue. Ci vuole forza interiore credo... E purtroppo non tutti hanno le risorse per percorrere questa strada. Provo, cerco di conoscermi e scopro a cicli parti di me, conferme di me. Chissà dove mi porterà ???? Booohhhh.... Almeno posso dire di averci provato.
    Un caro saluto

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  6. nedy rovarotto7 luglio 2015 20:02

    Ci ritroviamo immersi dentro,si, a volte sconfortati a volte grintosi come dici, io confesso anche di essere già un po' sollevata nell'essere banalmente normale...E' già stato un buon livello di partenza.Che poi cosa vuol dire essere "normale"? Mettiamo che sia avere dei dosaggi diversi gli uni dagli altri nelle caratteristiche, nei pregi, difetti, limiti... Questi diversi dosaggi di ciò che ci accomuna servono per distinguerci, per identificarci, ma tutti questi "ingredienti" devono sempre mantenere livelli accettabili da noi e dalla società. Se alcuni livelli si alzano e diventano incontrollabili passiamo all'altra sponda e la cosiddetta normalità allora si chiama follia. La genialità è superare qualche livello ma essere in grado di dominarlo e allora la normalità diventa eccezionale, straordinaria!!!Ciao!!!

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    1. Comunque Nedy l'impresa eccezionale, davvero, è essere normale!

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  7. ..ma se fossi felice di non essere normale? Sei grande rocco! Fede

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    \outl0\strokewidth0 \strokec2 Hahahaha, Rocco scusa ma io sono cos\'ec a volte scrivo poco, anche se \'e8 raro, e altre volte moltissimo, ma per contro sono bilanciata quando parlo perch\'e9 mi piace pi\'f9 ascoltare, insomma, sono nella mia normalit\'e0. Ciao, buona giornata!

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