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lunedì 3 marzo 2014

La grande bellezza

Non servono parole.
La grande bellezza: Oscar.

4 commenti:

  1. we visto che nessuno te lo commenta sto post, dai mi sacrifico io :) ahaha
    No dai scherzo, è sempre un piacere e lo sai. :) approfitto dell'occasione per manifestare la stima che ho per Servillo e Sorrentino e dire che soddisfazione è stata stare sveglia di notte per vedere la loro consacrazione agli oscar... avevo il sorriso sulle labbra e la pelle d'oca ed anche gli occhi mezzi insonnoliti...15 anni che l'Italia aspettava di ricevere nuovamente l'Oscar, dopo l'enorme e meritatissimo successo de "La Vita è Bella", capolavoro assoluto di Benigni.
    Al livello visivo questo film offre dei piani e dei travelling spettacolari, mostra una Roma deserta, come persa, persa nell'indifferenza di chi la vede tutti i giorni e ormai non la contempla più, eppure lei è lì, pronta ad offrire la sua atemporale bellezza. Jep Gambardella se ne rende conto dopo una vita spesa a rincorrere la mondanità.... ma una volta che l'ha raggiunta si accorge che è fatta solo di frivolo disincanto e che ha perso il miglior tempo a rincorrere il vuoto. nella scena in cui Servillo passeggia sulle rive del Tevere, il disincanto glielo si legge in faccia e lo si sente nella sua voce, due elementi che si contrappongono però alla prestanza della sua camminata. Bellissima prestazione. Il vuoto di quella città mezza addormentata, rappresenta quello che regna sovrano nel cuore di Jep.

    Poi le feste sul terrazzo di Jep...una specie di celebrazione del vuoto, falsa allegria, una débauche quasi drammatica... che appare tale soprattutto quando interviene la dimensione mistica raffigurata da Suor Maria che nel suo elogio alla povertà da una lezione implicita a tutti quei mondani annoiati dal loro confort.
    Un bel omaggio quello di Sorrentino a "La Dolce Vita"... lo si vede tramite la costruzione psicologica di Jep che sembra una versione anziana del Marcello Rubini felliniano.... in quest'ottica "l'apparato umano" sarebbe quel libro al quale Marcello non riesce a dedicarsi, troppo assorto dai piaceri notturni in cui finisce per perdersi. Lo sguardo di Mastroianni alla giovane ragazza sulla spiaggia alla fine è echeggiato con molta eleganza in due momenti del film: all'inizio quando Servillo osserva teneramente un gruppo di bambine in un convento, e alla fine, quando tornato sui luoghi dove si è innamorato per la prima (e ultima) volta, si lascia invadere dal ricordo dello sguardo della ragazza bionda che gli ha rubato il cuore... ho ritrovato in quel primo piano di Jep l'aria stralunata ma tristemente rassegnata di Marcello Mastroianni che sorridendo alla ragazza sembra rivolgersi con nostalgia alla sua innocenza perduta.

    "Finisce sempre così, con la morte, prima però c’è stata la vita, nascosta sotto i bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto nella coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo, bla bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque che questo romanzo abbia inizio. In fondo è solo un trucco, sì, è solo un trucco."

    Il film ci offre uno sguardo critico sulla superficialità e anche - e qui torniamo ad un tema a te ed a me caro - sulla necessità di mettere un pò di leggerezza in tutto. Ma qui mi sembra che sia proposto in vena più drammatica, dove la leggerezza appare come una conseguenza del disincanto e come l'unico appiglio per non essere divorati vivi dalla mondanità che si andava tanto procacciando e che si finisce per odiare, perchè si perde di vista l'essenziale.

    Che ne pensi?

    Di sicuro, il Maestro Fellini avrà sorriso dal suo angolo di nuvola quando questo film è stato premiato, e magari sarà stato un fenicottero a venire a dargli la notizia... ;)

    torno alle mie prove teatrali!
    Un abbraccio!!!!

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  2. "La più consistente scoperta che ho fatto, pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare ..."
    Citazione film.

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  3. In fondo questo film rispecchia la vita di gran parte di noi che facciamo delle cose per non pensare e per passare il tempo. Comunque il film mi è piaciuto a tratti. Molto felliniano.

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  4. roberta bini8 marzo 2014 10:46

    ha fatto presa su chi non ha letto svevo o pirandello ... ops e su chi non ha visto "sogni" e la lentezza di lanterne rosse.. non ho visto bellezza ne LA GRANDE BELLEZZA. l'ho vista in te rocco quando una sera maurizio costanzo ti ha fatto leggere un tuo scritto ... BELLISSIMO

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