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venerdì 28 febbraio 2014

Dolcezza molto moderata

Ho in testa una musica dolce, aspra e graffiante. Seduce ma ha un retrogusto acidulo. 
Contraddizioni realistiche, realismo delle contraddizioni, contaminazioni della bellezza e bellezza delle contaminazioni. 
Nelle mie corde ci sono loro: le note a contrasto.

8 commenti:

  1. Ciao ti posso dire che esprimi i tuoi pensieri in un modo stupendamente originale.

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    1. bel complimento, mi fa piacere, grazie!

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  2. Non rideremmo di gusto se non avessimo assaggiato il sapore amaro di una lacrima.
    Non stringeremmo forte qualcuno se non avessimo sentito a pelle la solitudine di una notte.
    Non apprezzeremmo una dolce melodia se non avessimo conosciuto il rumore assordante del silenzio.
    È come in un vecchio negativo di una foto... c'è il bianco e c'è il nero.

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    1. Si, c'è il bianco e c'è il nero, Tiziana

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  3. Rocco...sei geniale♥

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  4. Cosa sarebbe la vita senza quelle note a contrasto che citi tu? Non si può sapere a qual punto una risata sappia di miele se non si ha conosciuto il "retrogusto acidulo" della sofferenza.... Mi piace riprendere Baricco in "Novecento" dicendo che la vita, il mondo è come un'enorme tastiera di pianoforte fatto di tasti bianchi e neri, alternati che malgrado il loro contrasto cromatico possono produrre melodia. Ed è così anche per quello che sentiamo... positivo o negativo che sia un momento di vita permette di costruirci e anche se a volte si ha l'impressione di non riuscire a rialzarsi, la forza inaspettatamente torna e le rotule che credevamo sbriciolate riescono ancora a sostenere il peso della nostra camminata, delle nostre sconfitte e delle nostre disillusioni. Dostoevskij diceva che "la sofferenza è l'unica causa della consapevolezza". Mi sa che ha ragione... ripeto ancora quello di cui già abbiamo discusso in altri post, ossia è proprio dal contrasto, dalle "contaminazioni" fra lacrime e sorrisi che scaturisce la più bella poetica di vita.

    Con questo brano pieno di mille sapori e di un ritmo ossimorico dimostri un'ennesima volta quanto la tua penna sia "consapevole" e acuta, è sempre un piacere leggerti.
    Continuando il nostro implicito inno alla leggerezza, alla sua importanza soprattutto per curare le proprie ferite passate, non dimenticandole ma relativizzandole e tirando da loro lezioni per andare avanti, barcollando meno sul cammino squilibrato della via, mi vien da citare Calvino:
    "Anche ricordare il male può essere un piacere quando il male è mescolato non dico al bene ma al vario, al mutevole, al movimentato, insomma a quello che posso pure chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e di raccontarle come ciò che è passato"

    Tu rendi la vita più percorribile, con la tua ironia, con le tue note "a contrasto" e la voglia di viverle e condividerle, genuinamente... GRAZIE!

    Un bacio!

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    1. E' una penna consapevole della naturalezza, ecco, mi sembra questa la verità.
      Calvino è Calvino e lo citi a meraviglia.
      La vita è un insieme di contaminazioni...no? Su tutto mi piace domini la 'leggerezza', è questione di ironia e di misura. La poesia è nella realtà, malinconica e sorridente che sia. In quelle pieghe che cogliamo in nudità. L'essenziale è un mondo tutto da respirare. Già, l'essenziale...
      Le mie corde sono lì, nelle note a contrasto. Insomma nella natura stessa di tutto.

      Baci

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