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domenica 6 marzo 2016

Cercare il mare

L’immagine del viandante, che rievoca il viaggio della vita, mi piace. In fondo camminiamo o scorriamo, nei giorni e negli anni, e facciamo cose e pensieri, incontriamo persone e idee, cerchiamo emozioni e risposte. Magari troviamo il mare, oggi, domani o chissà, in qualcosa che neanche sapevamo bene cosa fosse prima…

Cazzo, sembra una riflessione filosofica e forse lo è pure ma preferisco credere sia una leggera, naturale ‘poesia’.

8 commenti:

  1. "Non so dove i gabbiani abbiano nido
    ove trovino pace
    io sono come loro, in perpetuo volo,
    la vita la sfioro come essi l'acqua ad acciuffare il cibo
    e come forse anch'essi
    amo la quiete, la gran quiete marina
    ma il mio destino è vivere
    balenando in burrasca"
    Amo da sempre questa poesia di Cardarelli e la regalo a te Rocco e a tutti gli amici del blog...è il mio contributo a questo tuo post attraverso questi versi che sento tanto miei

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  2. inutile dire Rocco che le tue osservazioni sulla vita offrono sempre ottimi spunti di riflessione. Grazie.

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    1. sono io che ringrazio voi per ogni visita...
      siamo qui a fare pensieri.

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  3. ...Normalmente crescono persone sane e belle;a volte escono scienziati e artisti;a volte sono corpi macchiati dal bisogno di vita,menti in difficoltà,cervelli silenti.Cavie dell'umana evoluzione.Macchie.Meccanica vita è strana;gira per tutti allo stesso modo,ma non per tutti è valida a navigare i giorni...PierCarlo Morello(ragazzo autistico autore del libro'Macchia'da cui è tratto questo brano).PierCarlo è un autistico severo,non parla,ma scrive ed è riuscito a laurearsi e oggi lavora come mediatore:è riuscito a trovare il mare alla fine, nonostante una vita'non adatta a navigare i giorni'Se potete,leggete questo libro:è scritto in un linguaggio diverso,che nasce dal silenzio,incontaminato da ogni suono,e finisce per romperlo quel silenzio con pura poesia.Grazie.AmeliaPaola

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  4. Che sia brezza o tempesta per noi il mare deve essere sempre una filosofia di vita. Alla fine dobbiamo semplicemente imparare a nuotare per potercela cavare. Sembra facile eh?
    Comunque non c'è cosa più bella che vedere la domenica sera te con la chitarra, in foto, dicendo di provare almeno ad essere felici! Ti voglio sempre più bene, platonicamente parlando, per quello che riesci a trasmettere, compreso nel tuo ultimo film, che ho trovato eccezionale, emozionante... un calderone di mare, poesia, malinconia e felicità. Ho un Po di rammarico per averti perso alla presentazione a Napoli ma poi ,ho recuperato ;-) (avevo mia figlia con febbre e vomito) .. ti abbraccio col cuore.

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  5. nedy rovarotto6 marzo 2016 23:14

    A me viene in mente Leopardi '....e il naufragar m'è dolce in questo mare...'.È questo che forse cerchiamo, assetati di ' infinito', e facciamo tanta strada, distratti, frettolosi, indaffarati o impantanati ma ogni tanto troviamo il nostro mare e ci immergiamo dimenticando tutto il resto per un po', solo per un po' perché non mi piace pensare al mare come a una meta finale e definitiva ma come a un qualcosa che va e viene come l'onda ( Onda su onda?), e forse è questo il bello, il mistero, il fascino della continua ricerca, della curiosità, dell'interesse, dell'entusiasmo...

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