'Se vuoi sapere quanto buio hai
intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane’.
A
me, lo sapete, più della vista sorregge un senso sostitutivo che fa un po’
poesia della realtà.
E così a modo mio mi spingo nella dimensione delle Città invisibili
di Italo Calvino. A Sofronia, quella divisa in due, una parte fissa e una
provvisoria: da una parte circo, giostre e giochi e dall’altra palazzi, banche e
fabbriche. Quella che si smonta, a Sofronia, è la city: il luna park resta lì
sospeso ad attendere che la vita intera ricominci.
(a sx Sofronia secondo Colleen Corradi Brannigan, a dx Sofronia raffigurata da Alessandro Armando)