L’esercizio
dell’anticonformismo non mi rappresenta. Gradisco la spontaneità e basta. Quella
che, se mai, non è conforme per natura, ha la sua naturalezza e le sue pieghe
imperfette. Che alla fine tutto quello che si ripete, omologato e preciso, è
noioso o ci forza o ci reprime.
E
la carica la troviamo forse nell’aderenza alla natura, appunto, al suo ritmo,
alle sue curve. Dato che non possiamo certo pensare che certi giorni non siano
tanto, tantissimo, troppo difficili il coraggio di essere di buon umore credo
non sia affatto una ricetta, una soluzione magica…ma una bella botta di spirito
proprio sulla fatica. Il senso è tutto lì. E’ davvero un’impresa, decidere di
essere di buon umore. Per questo forse provarci può darci una sferzata di
energia, una sorta di scopo, di obiettivo, di appuntamento con una prova
importante per la quale poi darci una pacca sulle spalle da soli.